Gli effetti della musica sulla longevità

È scientificamente provato che la musica ha diversi effetti benefici sul corpo e sulla mente riducendo l’ansia e la depressione, rafforzando le difese immunitarie e svolgendo un’azione anti stress. Ma la musica allunga anche la vita di almeno 10 anni, secondo uno studio condotto dai ricercatori della Comunità mondiale della longevità.

Il Presidente Roberto Pili sostiene gli effetti positivi della musicoterapia sui pazienti con problemi neurodegenerativi come Alzheimer rallentando il decorso di queste malattie. Infatti, se la pratica musicale si coltiva in giovane età, aumenta la riserva cognitiva, ovvero l’abilità mentale nel resistere e recuperare le proprie capacità dopo un danno cerebrale come la demenza.

I risultati della musica si manifestano anche nei soggetti che soffrono di Parkinson e disturbi neuro-motori. Un brano musicale molto ritmato utilizzato come sottofondo aiuta ad imparare e a svolgere correttamente i movimenti.

In generale, l’ascolto attivo della musica agisce sullo stato fisico e mentale, migliorando i rapporti sociali e facilitando la comprensione delle emozioni. Infatti, la musica facilita l’elemento di socialità e aiuta a distendere i rapporti conflittuali. Inoltre, consente di riconnettersi con l’essenza più intima dell’anima, aumentando il relax e l’apertura verso il mondo. La socializzazione e l’empatia hanno un grosso impatto sulla percezione della salute, felicità e benessere e risultano elementi sostanziali per allungare la vita di quasi una decade.

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