Acido e Alcalino

“Uno dei fattori più importanti per preservare la salute è quello di aiutare il corpo a mantenere un buon equilibrio del pH. Il corpo tende spontaneamente a mantenere un ambiente leggermente alcalino attraverso una serie di reazioni biochimiche, tamponi e la naturale tendenza a eliminare gli elementi che creano acidità.

Questa condizione alcalina è essenziale per l’immunità naturale perché i vari agenti patogeni e le tendenze degenerative non possono esistere senza ristagno e acidità.

Quali sono gli elementi che introducono fattori acidi nell’organismo?

  1. Alimenti di origine animale: carne, formaggio, uova, latticini e pesce. Questi sono gli alimenti che acidificano di più
  2. Zucchero e dolcificanti forti
  3. Cibi raffinati
  4. Sale e olio di scarsa qualità
  5. Prodotti chimici e sostanze artificiali utilizzati per conservare e trasformare gli alimenti.

    Questi sono i principali fattori che creano acidità insieme allo stress e uno stile di vita sedentario.

    Quali sono gli alimenti migliori per aiutare il corpo a mantenersi in salute e in una condizione alcalina?

  6. Le verdure sono di gran lunga gli alimenti più alcalinizzanti
  7. Il sale di buona qualità, in particolare il sale marino integrale del Mediterraneo
  8. I cibi fermentati naturalmente, di cui abbiamo già parlato
  9. L’uso di ingredienti biologici di altissima qualità in tutto ciò che si mangia.

    Anche il sole, stare all’aria aperta, il relax e le relazioni felici sono importanti.

    La dieta che consigliamo per l’energia vitale e l’immunità naturale si basa su cereali integrali, legumi e verdure, oltre a condimenti di alta qualità come sale e olio e l’uso di cibi naturalmente dolci come la frutta di stagione. I cereali e i legumi possono creare un effetto leggermente acidificante, ma con l’uso abbondante di verdure si arriva all’equilibrio ideale.”

    Articolo scritto da Martin Halsey, direttore della scuola “La Sana Gola”

La cottura dei legumi

“Abbiamo visto come i legumi siano importanti per una sana alimentazione, anche per la forza vitale che, in quanto semi, trasferiscono al nostro corpo. Non a caso, infatti, sono tra gli alimenti tradizionali di tutte le culture: in Oriente si mangia da sempre la soia, in Europa le lenticchie, i ceci e i piselli, in America i fagioli, in Africa le fave e così via.


Da un punto di vista nutrizionale, sono spesso definiti “proteine vegetali”, ma sono ricchi di tante altre sostanze come carboidrati, grassi, vitamine, sali minerali e fibre. E proprio a causa delle fibre, soprattutto per chi non è abituato a mangiarli, possono risultare problematici, causando gonfiore e altri fastidi, ma ciò non significa che il nostro intestino non possa essere “educato” al consumo di legumi, che si prestano alla preparazione di tantissime ricette sane e gustose.


Ecco alcuni consigli per ridurre al minimo i cosiddetti effetti collaterali:

  • mettili in ammollo alcune ore (si va da 6/8 ore per quelli più teneri fino a 24 per i ceci), avendo l’accortezza di cambiare l’acqua per gli ammolli più lunghi e tenendoli in frigorifero se fa molto caldo per evitare che fermentino; l’ammollo serve per ridurre i fitati, degli antinutrienti che nell’intestino si legano soprattutto a calcio e ferro e ne ostacolano l’assorbimento
  • puoi metterli in ammollo da soli o con un pezzettino di alga kombu che poi userai anche in cottura (ne basta davvero poca, un francobollo per 400 g. di legumi)
  • terminato l’ammollo, scolali bene e sciacquali sotto l’acqua corrente prima di metterli a cuocere in acqua pulita e fredda con un pezzo d’alga kombu (puoi usare la stessa dell’ammollo)
  • per quelli che richiedono una cottura più lunga, puoi ridurre i tempi usando la pentola a pressione
  • aggiungi il sale solo verso fine cottura per evitare che si induriscano e fai in modo di proseguire la cottura per una decina di minuti dopo che l’hai aggiunto.
    Se anche seguendo queste indicazioni dovessero causare problemi, puoi iniziare con quelli decorticati o con le varietà più digeribili (lenticchie decorticate, di montagna, azuki, piselli, cannellini, ecc.)
    In caso di emergenza puoi usare anche i legumi in scatola, ma non essendo preparati con queste attenzioni, è più facile che causino problemi di digestione. Inoltre, se scegli dei legumi in scatola, è importante che:
  • siano possibilmente biologici
  • siano conservati in vetro e non in lattina
  • l’etichetta riporti solo 3 ingredienti: il legume, acqua e sale
    Infine, quando compri i legumi secchi, ricorda di controllare la data di scadenza e assicurati che sia il più lontana possibile: più sono vecchi e più tendono a restare duri nonostante una cottura prolungata.”

Ricette di Laura Castoldi, insegnante della scuola “La Sana Gola”

Abitudini per rafforzare il sistema immunitario: la masticazione!

“Ci sono molte abitudini sane che possono renderci più forti e spesso hanno a che fare con la creazione di uno stile di vita ordinato che comprenda un sonno regolare, esercizio fisico, un atteggiamento positivo e così via. Un’abitudine di particolare importanza è quella di masticare il cibo.

Nelle ultime settimane sono stati presentati molti aspetti di un’alimentazione sana ed equilibrata e preziose ricette, ma per rendere tutto più efficace è importante imparare a masticare. Una dieta sana dovrebbe basarsi su cereali integrali, verdure di stagione, legumi, frutta di stagione e pochissimi alimenti di origine animale. La dieta moderna, invece, si basa su alimenti di origine animale come carne, formaggio, uova e pesce, che richiedono una masticazione molto scarsa. Infatti, man mano che vengono masticati, il loro gusto e la loro consistenza diventano meno appetibili. Gli animali carnivori non masticano, staccano a morsi i pezzi di cibo e li ingoiano quasi immediatamente, e questo purtroppo è ciò che fa oggi anche la maggior parte degli esseri umani.

I cereali e i legumi richiedono una corretta masticazione o diventano difficili da digerire. Molte persone, quando li introducono, lamentano gonfiore o problemi digestivi e pensano che le fibre non siano in qualche modo buone per loro o irritino il tratto digerente, ma non è così. A volte può servire del tempo per adattarsi ai nuovi alimenti, ma il nostro corpo è stato progettato dalla natura per digerirli. Non sono alimenti nuovi, sono alimenti antichi. Una dieta a base di prodotti animali e cereali raffinati, invece, è qualcosa di nuovo che indebolisce gradualmente il tratto digerente.

Come si rafforza l’apparato digerente? Con una corretta cottura e con la masticazione. La masticazione ha dei benefici sorprendenti, oltre a permettere la digestione del cibo da parte degli enzimi contenuti nella saliva. Vediamone alcuni:

  1. Il meridiano dell’intestino crasso passa in bocca e viene stimolato dalla masticazione che diventa un vero e proprio massaggio, migliorando la funzione di eliminazione sia dell’intestino stesso che dei polmoni. Infatti, polmoni, intestino crasso e pelle sono tutti correlati e se migliora il funzionamento di uno, migliora anche la condizione degli altri due. Questi tre organi sono organi di eliminazione e più il nostro corpo elimina gli eccessi, più è forte, sistema immunitario incluso.
  2. Diversi studi hanno dimostrato che la masticazione prolungata aiuta la creazione di cellule T del sistema immunitario.
  3. Una corretta masticazione rende il cibo alcalino (la saliva è alcalina) e quando il cibo passa allo stomaco attira i succhi gastrici acidi, migliorando la digestione.

Ci sono anche altri benefici, ma questi dovrebbero essere sufficienti per convincere chiunque dell’importanza di masticare. Quanto si dovrebbe masticare? Abbiamo 32 denti, quindi idealmente ogni boccone dovrebbe essere masticato 32 volte, ma già 16 sarebbe un buon risultato. “

Articolo scritto da Martin Halsey, direttore della scuola “La Sana Gola”

Fermentiamoci!

“Vista l’importanza degli alimenti fermentati per nutrire la flora intestinale e rafforzare le difese immunitarie, oggi vi propongo una ricetta per preparare delle verdure speciali e alcuni condimenti a base di miso, umeboshi, shoyu e malto che potete alternare e usare quotidianamente.

VERDURE PRESSATE

La pressatura è uno stile di cottura vero e proprio che usa solo tre dei quattro fattori che ci permettono di cuocere o “yanghizzare” gli alimenti: il tempo, il sale e la pressione. In questo caso, infatti, il fuoco non viene utilizzato. Così facendo le verdure rimangono croccanti, ma non hanno lo stesso effetto raffreddante delle verdure crude. Sempre per evitare di creare freddo e umido nel corpo, è bene non usare olio a crudo per condirle. Ma l’aspetto che ci interessa di più per il sistema immunitario è che questo stile di cottura permette un inizio di fermentazione, con la formazione di lactobacilli e quindi grande beneficio per il nostro intestino. Naturalmente le verdure indicate possono essere sostituite o integrate con altre a seconda della stagione.

Ingredienti:

½ daikon

2 carote

¼ cappuccio bianco

¼ cappuccio rosso

1 zucchina

5 ravanelli

sale o acidulato di umeboshi

scorza e succo di un limone

Preparazione:

Lavate e mondate la verdura e tagliatela a julienne o comunque più sottile possibile. Trasferitela in una ciotola e conditela con il sale o l’acidulato, mescolando bene con le mani finché non inizia ad ammorbidirsi. A questo punto mettetela in un pressavedure (o in una pentola con sopra un piatto e un peso) e lasciatela sotto pressa per almeno 90 minuti (i tempi variano a seconda della stagione e delle verdure utilizzate, in inverno potrebbero essere necessarie un paio d’ore, in estate potrebbe bastare un’oretta). Quando la verdura avrà rilasciato il suo liquido, strizzatela e conditela con il succo e la scorza di limone. Le verdure preparate in questo modo si conservano per 3 o 4 giorni in frigorifero nel loro liquido. Durante la pressatura potete aggiungere delle alghe (dulse e wakame sono particolarmente adatte), mentre prima di consumarle potete aggiungere frutta secca e semi oleosi tostati, qualche fettina di mela, uvetta ammollata, ecc.

I prossimi condimenti potete prepararli in abbondanza, senza esagerare, e conservarli per alcuni giorni in frigorifero, in modo da averli sempre pronti per condire le vostre verdure al vapore o scottate e renderle ogni giorno diverse e speciali.

CREMA DI MANDORLE E UMEBOSHI

Mescolate in una ciotola 1 C di crema di mandorle e 1 c di purea di umeboshi o 1 prugna schiacciata. Aggiungete dell’acqua, poca per volta, fino a ottenere una consistenza cremosa.

SALSA MISO E TAHIN

Mescolate in una ciotola 1 C di miso di riso o orzo e 1 C di tahin. Aggiungete dell’acqua, poca per volta, in modo da ottenere una consistenza cremosa.

SALSINA AI 4 SAPORI

Mescolate in un vasetto 1 C di malto di riso, 1 C di salsa di soia o tamari, 1 c di succo di zenzero o senape, 1 c di succo di limone o acidulato di riso, mettete il coperchio e agitate bene. Questa salsina è completamente senza olio.

Legenda

C = cucchiaio da tavola

c = cucchiaino da tè “

Ricette di Laura Castoldi, insegnante della scuola “La Sana Gola”

Il dolce che fa bene: le ricette

“Noi esseri umani siamo sempre alla ricerca del sapore dolce, non a caso il primo alimento con cui entriamo in contatto è il latte della mamma, che ha un sapore moderatamente dolce. Abbiamo visto come il dolce intenso dei dolcificanti sia problematico per il nostro organismo, creando squilibri a livello di glicemia, instabilità a livello mentale ed emotivo e soprattutto situazioni di debolezza. Oggi vorrei proporvi un paio di ricette a base delle cosiddette verdure dolci, ovvero tutte quelle verdure che più vengono cotte a lungo, più sprigionano tutta la loro naturale dolcezza, con grande beneficio per stomaco, milza e pancreas.

Sformato di miglio e zucca con granella di pistacchi

Ingredienti:

1 T miglio

3 T acqua

2 T zucca tagliata a dadini

1 porro

1 pizzico sale marino integrale fino

olio evo q.b.

1 c curry

rucola o prezzemolo

pistacchi sminuzzati (o altra frutta secca, ad esempio nocciole e mandorle)

Preparazione:

In una pentola dai bordi alti fate saltare il porro a rondelle con un po’ d’olio e sale, quindi aggiungete la zucca, il miglio lavato bene sotto l’acqua fredda, l’acqua e ancora un po’ di sale. Portate a bollore e fate cuocere coperto, con la fiamma al minimo, per 20/25 minuti. A questo punto frullate con il minipimer, aggiungete il curry e il prezzemolo e trasferite il tutto in una pirofila da forno. Spolverizzate con la granella di pistacchi e infornate a 180° per una decina di minuti.

Vellutata di verdure dolci, noci e crostini alla cannella

Ingredienti:

1 cipolla a mezza luna

¼ zucca a cubetti

2 carote a rondelle

½ cavolo cappuccio a striscioline

1 patata a cubetti

½ T lenticchie rosse decorticate

3 C olio evo

acqua q.b.

sale marino integrale q.b.

1 C mirin (facoltativo)

pane a fette (possibilmente con pasta madre)

cannella in polvere

gherigli di noci

Preparazione:

In una pentola dai bordi alti fate saltare la cipolla tagliata a mezza luna con l’olio e un pizzico di sale, quindi aggiungete in sequenza le altre verdure ogni volta con un pizzico di sale, le lenticchie lavate bene e fate insaporire il tutto. Infine, coprite con acqua a filo, portate a bollore, abbassate la fiamma al minimo e fate cuocere con il coperchio. Dopo una ventina di minuti, frullate il tutto, regolate il sale e condite con il mirin e i gherigli di noci tostati in forno a 150°C per 10 minuti. Se la zuppa fosse troppo densa, aggiungete un po’ di acqua calda. Mentre la zuppa cuoce, prendete il pane, tagliatelo a cubetti, conditelo con olio evo, sale e cannella e fatelo abbrustolire in forno a 175°C circa, finché sarà bello croccante. Usatelo per guarnire la vellutata prima di servire. In alternativa ai crostini, potete arricchire la vostra vellutata con un cereale che avete già cotto in frigorifero, riso integrale, riso thai rosso, orzo, farro, sorgo o quello che più vi piace!

Legenda

T = tazza (equivale a 210 ml circa di liquido e 145 g. circa di farina/cereale)

C = cucchiaio da tavola

C = cucchiaino da tè ”

Ricette di Laura Castoldi, insegnante della scuola “La Sana Gola”

Il dolce, nel bene e nel male!

“Secondo i principi della macrobiotica, le verdure dolci sono particolarmente utili per rafforzare il sistema immunitario. Tra queste troviamo la zucca, le cipolle, le carote, i cavoli e tutte le verdure che più vengono cotte a lungo e più diventano dolci.

Il loro effetto benefico riguarda soprattutto la milza, l’organo principale del sistema linfatico. Migliorando le condizioni della milza, il corpo può creare anticorpi più forti e globuli bianchi, oltre a migliorare la qualità della linfa stessa.


Le verdure dolci aiutano anche lo stomaco e il pancreas, due degli organi principali dell’apparato digerente. Secondo la visione macrobiotica, questi organi sono legati anche al nostro stato mentale ed emotivo. Se siamo emotivamente e mentalmente equilibrati, affrontiamo meglio lo stress e questo aiuta anche il nostro sistema immunitario.
Infine queste verdure, quando sono ben cotte, aiutano a creare cellule ematiche forti, sia i globuli rossi che i globuli bianchi. Un sangue forte è necessario per combattere i virus e altre malattie infettive.


Il sapore dolce è paradossale: se da una parte le verdure dolci ci rendono più forti, dall’altra lo zucchero e altri cibi molto dolci ci indeboliscono. Come abbiamo già visto, lo zucchero è uno degli alimenti peggiori in assoluto per ogni aspetto della salute, ma anche altri alimenti molto dolci come il miele, lo sciroppo di agave, ecc. creano uno stato di debolezza.


Alcuni dei piatti migliori per il sistema immunitario sono quelli che combinano verdure dolci e cereali. Uno in particolare è a base di miglio e zucca: è eccellente per tutti i tipi di problemi del sistema immunitario, comprese le malattie degenerative e i problemi autoimmuni. Anche i fagioli insieme alle verdure dolci hanno un effetto simile, oltre ad avere un sapore delizioso. La tradizione italiana è ricca di piatti a base di verdure dolci, cereali e legumi che, oltre a creare una forza profonda, hanno anche un sapore delizioso e soddisfano il palato.”


Articolo scritto da Martin Halsey, direttore della scuola “La Sana Gola”