Fermentiamoci!

“Vista l’importanza degli alimenti fermentati per nutrire la flora intestinale e rafforzare le difese immunitarie, oggi vi propongo una ricetta per preparare delle verdure speciali e alcuni condimenti a base di miso, umeboshi, shoyu e malto che potete alternare e usare quotidianamente.

VERDURE PRESSATE

La pressatura è uno stile di cottura vero e proprio che usa solo tre dei quattro fattori che ci permettono di cuocere o “yanghizzare” gli alimenti: il tempo, il sale e la pressione. In questo caso, infatti, il fuoco non viene utilizzato. Così facendo le verdure rimangono croccanti, ma non hanno lo stesso effetto raffreddante delle verdure crude. Sempre per evitare di creare freddo e umido nel corpo, è bene non usare olio a crudo per condirle. Ma l’aspetto che ci interessa di più per il sistema immunitario è che questo stile di cottura permette un inizio di fermentazione, con la formazione di lactobacilli e quindi grande beneficio per il nostro intestino. Naturalmente le verdure indicate possono essere sostituite o integrate con altre a seconda della stagione.

Ingredienti:

½ daikon

2 carote

¼ cappuccio bianco

¼ cappuccio rosso

1 zucchina

5 ravanelli

sale o acidulato di umeboshi

scorza e succo di un limone

Preparazione:

Lavate e mondate la verdura e tagliatela a julienne o comunque più sottile possibile. Trasferitela in una ciotola e conditela con il sale o l’acidulato, mescolando bene con le mani finché non inizia ad ammorbidirsi. A questo punto mettetela in un pressavedure (o in una pentola con sopra un piatto e un peso) e lasciatela sotto pressa per almeno 90 minuti (i tempi variano a seconda della stagione e delle verdure utilizzate, in inverno potrebbero essere necessarie un paio d’ore, in estate potrebbe bastare un’oretta). Quando la verdura avrà rilasciato il suo liquido, strizzatela e conditela con il succo e la scorza di limone. Le verdure preparate in questo modo si conservano per 3 o 4 giorni in frigorifero nel loro liquido. Durante la pressatura potete aggiungere delle alghe (dulse e wakame sono particolarmente adatte), mentre prima di consumarle potete aggiungere frutta secca e semi oleosi tostati, qualche fettina di mela, uvetta ammollata, ecc.

I prossimi condimenti potete prepararli in abbondanza, senza esagerare, e conservarli per alcuni giorni in frigorifero, in modo da averli sempre pronti per condire le vostre verdure al vapore o scottate e renderle ogni giorno diverse e speciali.

CREMA DI MANDORLE E UMEBOSHI

Mescolate in una ciotola 1 C di crema di mandorle e 1 c di purea di umeboshi o 1 prugna schiacciata. Aggiungete dell’acqua, poca per volta, fino a ottenere una consistenza cremosa.

SALSA MISO E TAHIN

Mescolate in una ciotola 1 C di miso di riso o orzo e 1 C di tahin. Aggiungete dell’acqua, poca per volta, in modo da ottenere una consistenza cremosa.

SALSINA AI 4 SAPORI

Mescolate in un vasetto 1 C di malto di riso, 1 C di salsa di soia o tamari, 1 c di succo di zenzero o senape, 1 c di succo di limone o acidulato di riso, mettete il coperchio e agitate bene. Questa salsina è completamente senza olio.

Legenda

C = cucchiaio da tavola

c = cucchiaino da tè “

Ricette di Laura Castoldi, insegnante della scuola “La Sana Gola”

Il dolce che fa bene: le ricette

“Noi esseri umani siamo sempre alla ricerca del sapore dolce, non a caso il primo alimento con cui entriamo in contatto è il latte della mamma, che ha un sapore moderatamente dolce. Abbiamo visto come il dolce intenso dei dolcificanti sia problematico per il nostro organismo, creando squilibri a livello di glicemia, instabilità a livello mentale ed emotivo e soprattutto situazioni di debolezza. Oggi vorrei proporvi un paio di ricette a base delle cosiddette verdure dolci, ovvero tutte quelle verdure che più vengono cotte a lungo, più sprigionano tutta la loro naturale dolcezza, con grande beneficio per stomaco, milza e pancreas.

Sformato di miglio e zucca con granella di pistacchi

Ingredienti:

1 T miglio

3 T acqua

2 T zucca tagliata a dadini

1 porro

1 pizzico sale marino integrale fino

olio evo q.b.

1 c curry

rucola o prezzemolo

pistacchi sminuzzati (o altra frutta secca, ad esempio nocciole e mandorle)

Preparazione:

In una pentola dai bordi alti fate saltare il porro a rondelle con un po’ d’olio e sale, quindi aggiungete la zucca, il miglio lavato bene sotto l’acqua fredda, l’acqua e ancora un po’ di sale. Portate a bollore e fate cuocere coperto, con la fiamma al minimo, per 20/25 minuti. A questo punto frullate con il minipimer, aggiungete il curry e il prezzemolo e trasferite il tutto in una pirofila da forno. Spolverizzate con la granella di pistacchi e infornate a 180° per una decina di minuti.

Vellutata di verdure dolci, noci e crostini alla cannella

Ingredienti:

1 cipolla a mezza luna

¼ zucca a cubetti

2 carote a rondelle

½ cavolo cappuccio a striscioline

1 patata a cubetti

½ T lenticchie rosse decorticate

3 C olio evo

acqua q.b.

sale marino integrale q.b.

1 C mirin (facoltativo)

pane a fette (possibilmente con pasta madre)

cannella in polvere

gherigli di noci

Preparazione:

In una pentola dai bordi alti fate saltare la cipolla tagliata a mezza luna con l’olio e un pizzico di sale, quindi aggiungete in sequenza le altre verdure ogni volta con un pizzico di sale, le lenticchie lavate bene e fate insaporire il tutto. Infine, coprite con acqua a filo, portate a bollore, abbassate la fiamma al minimo e fate cuocere con il coperchio. Dopo una ventina di minuti, frullate il tutto, regolate il sale e condite con il mirin e i gherigli di noci tostati in forno a 150°C per 10 minuti. Se la zuppa fosse troppo densa, aggiungete un po’ di acqua calda. Mentre la zuppa cuoce, prendete il pane, tagliatelo a cubetti, conditelo con olio evo, sale e cannella e fatelo abbrustolire in forno a 175°C circa, finché sarà bello croccante. Usatelo per guarnire la vellutata prima di servire. In alternativa ai crostini, potete arricchire la vostra vellutata con un cereale che avete già cotto in frigorifero, riso integrale, riso thai rosso, orzo, farro, sorgo o quello che più vi piace!

Legenda

T = tazza (equivale a 210 ml circa di liquido e 145 g. circa di farina/cereale)

C = cucchiaio da tavola

C = cucchiaino da tè ”

Ricette di Laura Castoldi, insegnante della scuola “La Sana Gola”

Il dolce, nel bene e nel male!

“Secondo i principi della macrobiotica, le verdure dolci sono particolarmente utili per rafforzare il sistema immunitario. Tra queste troviamo la zucca, le cipolle, le carote, i cavoli e tutte le verdure che più vengono cotte a lungo e più diventano dolci.

Il loro effetto benefico riguarda soprattutto la milza, l’organo principale del sistema linfatico. Migliorando le condizioni della milza, il corpo può creare anticorpi più forti e globuli bianchi, oltre a migliorare la qualità della linfa stessa.


Le verdure dolci aiutano anche lo stomaco e il pancreas, due degli organi principali dell’apparato digerente. Secondo la visione macrobiotica, questi organi sono legati anche al nostro stato mentale ed emotivo. Se siamo emotivamente e mentalmente equilibrati, affrontiamo meglio lo stress e questo aiuta anche il nostro sistema immunitario.
Infine queste verdure, quando sono ben cotte, aiutano a creare cellule ematiche forti, sia i globuli rossi che i globuli bianchi. Un sangue forte è necessario per combattere i virus e altre malattie infettive.


Il sapore dolce è paradossale: se da una parte le verdure dolci ci rendono più forti, dall’altra lo zucchero e altri cibi molto dolci ci indeboliscono. Come abbiamo già visto, lo zucchero è uno degli alimenti peggiori in assoluto per ogni aspetto della salute, ma anche altri alimenti molto dolci come il miele, lo sciroppo di agave, ecc. creano uno stato di debolezza.


Alcuni dei piatti migliori per il sistema immunitario sono quelli che combinano verdure dolci e cereali. Uno in particolare è a base di miglio e zucca: è eccellente per tutti i tipi di problemi del sistema immunitario, comprese le malattie degenerative e i problemi autoimmuni. Anche i fagioli insieme alle verdure dolci hanno un effetto simile, oltre ad avere un sapore delizioso. La tradizione italiana è ricca di piatti a base di verdure dolci, cereali e legumi che, oltre a creare una forza profonda, hanno anche un sapore delizioso e soddisfano il palato.”


Articolo scritto da Martin Halsey, direttore della scuola “La Sana Gola”

La psicologia positiva: un nuovo stile di vita

Esistono molte definizioni riguardo la psicologia positiva, ma quella che maggiormente si avvicina alla sua essenza è quella di Christopher Peterson:

“La Psicologia Positiva è lo studio scientifico di ciò che rende la vita degna di essere vissuta. È il campanello d’allarme della psicologia scientifica e pratica, che pone l’attenzione sia sui punti di forza che su quelli di debolezza. Il suo focus è creare “cose” positive nella vita, così come sistemare al meglio quanto, invece, va male. Si relaziona alla creazione di vite piene in persone normali e alla cura della loro patologia”

L’aspetto più importante della Psicologia Positiva è che essa concentra, in maniera deliberata, la sua attenzione su ciò che la persona possiede, su ciò che le riesce. Quest’idea ha rivoluzionato il modo di approcciare al cambiamento a partire da diversi ambiti, come la salute, l’istruzione, l’ambito aziendale e, addirittura, quello politico.

Lo IEPP (Istituto Europeo di Psicologia Positiva) spiega con una frase il concetto di psicologia positiva:

“Di più a volte è meno, meno a volte è di più”

A volte, essere troppo positivi può portare ad avere una visione poco realista, in cui ad esempio non si contemplano imprevisti o lo sforzo che comporta il fare qualcosa, come accettare qualsiasi progetto di lavoro e non riuscire a terminarlo. Questo è un esempio di come di più a volte è meno. Invece, gestire correttamente tutti task anche se pochi è un esempio di meno che a volte è di più.

Perciò è molto importante tener conto del concetto di equilibrio nell’uso dei punti di forza. Gli studi dello IEPP indicano che a un maggior volume di punti di forza in equilibrio corrispondono livelli maggiori di soddisfazione che prova la persona nei confronti della propria vita. Dunque, è importante pensare e svolgere qualcosa che riesce bene e che diverte fare.

WM Capital ottiene mandato per distribuire in europa uno dei test rapidi per la diagnosi del covid-19

Il kit fornito dall’azienda cinese Nanjing Vazyme Medical Technology CO.,LTD rileva la presenza di anticorpi IgG e IgM in pochi minuti, consentendo di individuare la positività al Coronavirus

WM Capital, società quotata su AIM Italia specializzata nel Business Format Franchising, comunica di aver ricevuto mandato dall’azienda cinese Nanjing Vazyme Medical Technology Co., Ltd, con una capacità di produzione pari a 500.000 kit giornalieri, per la distribuzione in Europa del kit di analisi 2019- nCoV IgG/IgM Detection Kit per la diagnosi del Covid-19. Il test in questione utilizza la cromatografia immuno colloidale in oro per rilevare la presenza di anticorpi IgG/IgM del Coronavirus nel siero umano, plasma o sangue intero in vitro.

La rilevazione degli anticorpi indica una nuova infezione e può, quindi, essere utilizzata nella sua diagnosi precoce. Il test fornisce una risposta sulla presenza o meno degli anticorpi in 10 minuti con specificità e sensibilità superiori al 90%. Il kit ha ricevuto la marcatura CE ed è stato iscritto nella banca dati del Ministero della Salute per essere commercializzato anche in Italia.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI > https://www.boxdellasalute.com/test-2019-ncov-igg-igm/

Tè verde: alla scoperta delle sue proprietà antivirali

“È ormai noto che i prodotti naturali di origine vegetale sono molto utili nella prevenzione e nella cura di varie malattie, unendo efficacia ad una bassa tossicità. Il tè verde è uno di questi, e grazie alla presenza dei polifenoli di cui è molto ricco, dà così un contributo positivo alla salute umana e animale per via delle sue forti potenzialità antitumorali, antiossidanti, antimicrobiche e antivirali.

Il tè verde deriva dalle foglie di una pianta chiamata Camellia sinensis, il polifenolo più caratteristico e principale responsabile delle sue proprietà è l’Epigallocatechina gallato (noto anche con la sigla EGCG), rappresenta circa il 59% del totale dei polifenoli presenti nelle foglie di tè verde secco. Gli altri componenti sono epicatechina gallato, epigallocatechina, epicatechina e catechina, presenti in percentuali diverse tra loro.

La causa originaria delle malattie infettive virali croniche è l’invasione da parte del virus, quindi è di notevole importanza trovare degli efficaci trattamenti antivirali già attivi nei primi stadi. Negli ultimi anni, le catechine del tè verde hanno ampiamente dimostrato attività inibitorie contro vari virus, non solo umani ma anche animali.

Nel caso di virus umani, numerosi studi hanno dimostrato l’efficacia delle catechine contro il virus A dell’influenza (IAV), un virus a RNA appartenente alla famiglia degli Orthomyxoviridae. Già dal 1949, Green e i suoi collaboratori dimostrarono l’attività antivirale degli estratti di tè contro questo virus, mentre più recentemente un gruppo di ricercatori giapponesi ha rivelato che l’attività anti-IV degli estratti di tè verde, in particolare dell’EGCG, è correlata alla capacità di inibire l’acidificazione degli endosomi e dei lisosomi che si registra durante l’infezione (Imanishi et al., 2002). Sorprendentemente anche la ricerca clinica ha dato il suo contributo in questa direzione. In uno studio randomizzato in doppio cieco su 200 operatori sanitari, è stato verificato come il consumo di compresse a base di catechine per 5 mesi abbia avuto un effetto protettivo contro il virus IAV rispetto al gruppo placebo (Matsumoto et al., 2011).

Studiare gli effetti e i meccanismi dell’attività delle catechine del tè verde contro i virus, conducendo studi correlati in vivo o negli animali, è dunque fondamentale. La scoperta di estratti naturali antivirali è un settore promettente e continuerà ad essere un importante trend di sviluppo in futuro perché molti altri studi saranno necessari affinché l’infezione virale e le malattie possano essere prevenute e debellate. “

Articolo scritto dalla redazione di “Bict Bioindustry Innovation”

Combattere i microrganismi con i microrganismi

“Viviamo in un oceano di microrganismi, siamo letteralmente coperti, dentro e fuori, di virus e batteri, la maggior parte dei quali sono innocui o addirittura utili. La flora intestinale ci aiuta a digerire e ad eliminare le scorie e anche i virus hanno un effetto benefico nell’aiutare l’organismo ad eliminare.

Dalla condizione di questa “flora corporea” dipende l’efficienza del nostro sistema immunitario in quanto una flora sana tende a tenere fuori i microrganismi nocivi. Se la nostra flora intestinale è composta da batteri forti e resistenti, questi ultimi non permettono la crescita di muffe malsane come la candida e ci proteggono da essa. Se il nostro ambiente intestinale diventa malsano e la flora si indebolisce, questo tipo di muffa inizia a crescere senza controllo, creando problemi di ogni tipo.

Come nutrire la flora?

Lo possiamo fare mangiando cibi fermentati: gli alimenti fermentati naturalmente ci permettono di introdurre direttamente nel nostro corpo batteri sani e possono contribuire a creare un ambiente favorevole alla flora sana. I migliori alimenti fermentati sono le verdure in salamoia. Basta mettere del sale nell’acqua e lasciarle fermentare. I tipi di batteri che possono crescere in acqua salata sono quelli che rafforzano la nostra flora e creano il giusto tipo di “ambiente interno”. Un esempio di verdure in salamoia sono i crauti, ma ci sono molte altre varietà in ogni cultura del mondo. L’uso del sale nella conservazione degli alimenti e della lacto-fermentazione ha ricoperto un ruolo importante per migliaia di anni e solo recentemente è andato fuori uso, con il conseguente indebolimento della nostra immunità naturale.

Altri alimenti fermentati di alta qualità, come il pane a lievitazione naturale, i cereali maltati (malto di riso o malto d’orzo), l’aceto di alta qualità e prodotti come tempeh, miso, shoyu e tamari, contribuiscono a creare un ambiente sano nell’organismo.

Per rafforzare le difese immunitarie, l’uso del cibo di origine animale va ridotto al minimo. Anche alimenti come yogurt e formaggio sono problematici a causa del loro alto contenuto di grassi.”

Articolo di Martin Halsey, direttore della scuola “La Sana Gola”

I benefici della medicina ayurvedica

L’Ayurveda è una medicina tradizionale indiana, riconosciuta anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS),  utile per il mantenimento e il riequilibrio della salute. Si basa su tre diversi dosha: Vata, Pitta e Kapha. Le malattie e i problemi di salute, di conseguenza, derivano da un disequilibrio di queste tre energie.

Lo scopo principale della medicina ayurvedica è di aiutare le persone a mantenersi in salute senza ricorrere all’uso di farmaci o a interventi chirurgici attraverso rimedi fitoterapici ayurvedici e pratiche collegate, quali yoga e meditazione.

Molti studi hanno evidenziato la capacità di tale medicina di alleviare diverse problematiche quali ormonali, infiammatorie, digestive e immunitarie, e di apportare diversi benefici, tra cui:

  1. Abbassamento dei  livelli di stress e ansia con lo yoga, gli esercizi di respirazione, gli integratori alimentari a base di piante officinali e ripetizioni di mantra.
  2. Livelli di colesterolo e pressione sanguigna bassi, prevenendo la formazione delle placche all’interno delle pareti arteriose.
  3. Depurazione dell’organismo attraverso tisane, cibi sani e molto riposo.
  4. Riduzione disturbi del sonno con l’uso di olii essenziali di gelsomino e di cocco da massaggiare sul cuoio capelluto o sulla pianta dei piedi.
  5. Pelle sana e luminosa con verdure quali cetrioli, lattughe e daikon che hanno proprietà purificanti e con attività fisica che elimina le tossine attraverso il sudore

Zuppa di miso…molto più di una zuppa!

“La zuppa di miso non è un piatto della nostra tradizione, ma ha talmente tanti benefici che può valere la pena inserirla nella nostra alimentazione, tanto più che ormai il miso viene prodotto anche in Italia e non è più necessario importarlo da lontano. La zuppa di miso è molto più di una semplice zuppa, è un vero e proprio piatto curativo, equilibrato e carico di energia!

Che cos’è il miso?

  • è un condimento salato a base di soia fermentata a lungo (12-24 mesi) con un cereale (in genere riso o orzo)
  • esiste anche un miso puro, a base di sola soia, noto come Hatcho miso o “Miso dell’Imperatore”, che veniva consumato dalla famiglia imperiale e in genere viene usato per scopi curativi
  • esiste anche una variante più “giovane”, il cosiddetto shiro miso o miso bianco, che viene sottoposto a una fermentazione più veloce, ha un colore più chiaro e un sapore più delicato

Perché usare il miso?

  • essendo ricco di enzimi, è un vero e proprio toccasana per regolare la funzionalità intestinale e rafforzare la digestione
  • è ricco di proteine altamente digeribili, vitamine e sali minerali
  • ha un effetto alcalinizzante
  • è ottimo anche per “pulire” il sangue, ad esempio in concomitanza con l’assunzione di farmaci

Ecco quindi la versione più semplice (dose per 4/6 persone):

5/6 cm alga wakame secca

1 o 2 cipolle tagliate a mezzaluna

1 l. acqua

4/6 c miso di riso (più indicato nella stagione fredda) o d’orzo (per la stagione più calda)

una manciatina di prezzemolo, erba cipollina, alga nori in fiocchi, rucola, cipollotto, succo di zenzero

Mettete in ammollo l’alga per farla reidratare, quindi scolatela e tagliatela a pezzetti. In una pentola versate l’acqua, portate a bollore, aggiungete l’alga e la cipolla e fate cuocere con il coperchio per 15/20 minuti. Quando le verdure sono cotte, spegnete il fuoco, diluite il miso in un po’ di brodo caldo e aggiungetelo alla zuppa (essendo un alimento “vivo”, è importante non farlo cuocere a lungo per non perdere le sue proprietà). Infine completate il piatto con un tocco fresco (yin) che serve per equilibrare una zuppa cotta a lungo e salata, entrambi fattori yang (prezzemolo, erba cipollina, nori in fiocchi, rucola, cipollotto, succo di zenzero).

Ecco invece alcune varianti a seconda dell’effetto che vogliamo ottenere:

  • se vogliamo una versione più ricca, possiamo aggiungere alla cipolla (che è una verdura tonda) una carota (che cresce verso il basso e quindi ha un’energia più yang) e delle foglie verdi (che crescono verso l’alto e hanno un’energia più yin, più espansiva)
  • come foglie verdi vanno bene anche tutte quelle che spesso in cucina si scartano, ad esempio le foglie dei broccoli, dei ravanelli, del sedano, la parte verde delle carote con il ciuffo o qualsiasi altra foglia verde abbiate a disposizione
  • possiamo arricchirla aggiungendo verso fine cottura dei dadini di tofu al naturale o a cottura ultimata dei dadini di tofu fritto in immersione in olio di sesamo
  • se invece vogliamo una versione più “dimagrante”, che ci aiuti a sciogliere vecchi accumuli e ristagni, possiamo aggiungere un pezzo di daikon a rondelle e tre o quattro funghi shitake secchi da fare ammollare e tagliare a fettine
  • invece dell’acqua possiamo usare anche il cosiddetto brodo base o dashi che si può preparare in anticipo, conservare in frigorifero e usare come base per zuppe e rimedi (in 1 l. di acqua fate bollire per qualche minuto 5 cm. di alga kombu e 2 o 3 funghi shitake secchi oppure lasciate l’alga e i funghi in infusione nell’acqua tutta la notte senza bisogno di cuocere)

Buona zuppa di miso a tutti!”

      Articolo scritto da Martin Halsey, direttore della scuola “La Sana Gola”.

Coronavirus: le fake news più diffuse su internet

La pandemia di Covid-19 è stata accompagnata dalla diffusione di fake news che possono diventare pericolose e, dunque, sono da evitare.

Per non imbattersi in notizie false, si raccomanda di consultare e cercare informazioni e consigli solo su fonti istituzionali autorevoli e certificate.

Ecco le fake news più popolari che circolano sul web e sui social:

  1. “Il virus è stato creato appositamente in un laboratorio da cui incautamente è sfuggito.” Falso. Non esiste alcuna prova di questa affermazione ma solo teorie dettate da un sentimento di paura e sospetto nei riguardi dei progressi della scienza. Invece, si ritiene più probabile l’ipotesi secondo la quale il virus abbia avuto origine dal commercio di animali selvatici.
  2. “Bevande calde, vitamina C e aglio proteggono dal virus.”  Falso. Non ci sono evidenze scientifiche per cui tali alimenti prevengano il contagio. È vero che un’alimentazione bilanciata e sana contribuisce a mantenere l’organismo e il sistema immunitario in buone condizioni, ma non bisogna affidarsi a presunti toccasana per prevenire il contagio, bensì attenersi alle norme di contenimento.
  3. “Gli antibiotici prevengono l’infezione dal coronavirus.” Falso. Gli antibiotici non hanno effetto sui virus in generale e, quindi, nemmeno sul coronavirus.
  4. “Il coronavirus può essere trasmesso attraverso le punture delle zanzare.” Falso. Il coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso le goccioline generate quando una persona infetta starnutisce o tossisce, o attraverso goccioline di saliva o secrezioni dal naso. Dunque, non è trasmesso attraverso le zanzare o loro punture.
  5. “Esiste una correlazione tra epidemia da Covid-19 e rete 5G.”Falso. Non ci sono evidenze scientifiche che indicano il contagio da covid-19 dovuto all’esposizione di tecnologie wireless.